Art is Hard! #1 • `La libertà che guida il popolo` di Eugéne Delacroix

Photobucket

Austero, elegante, raffinato. Un profilo nobile, inconfondibile, come solo un uomo dalla forte personalità può possedere. E, ancora,  il pizzetto perfettamente curato, la mano sinistra nel panciotto e lo sguardo perso in orizzonti lontani, ma allo stesso tempo determinato, tagliente, quasi inquisitorio. Così oggi ci si presenta il volto di Eugéne Delacroix, probabilmente uno dei più grandi artisti dell’800 europeo, un’immagine che, per uno strano caso del destino, diventa la rappresentazione fisica di una personalità.

Photobucket

Alcuni intellettuali dell’epoca descrivono Eugéne Delacroix come un uomo sottile e brillante, tendenzialmente polemico e sempre con la risposta pronta. Amava stupire con la sua vivace e “pittoresca” conversazione, tantoché, quando si congedava da un salotto a cui aveva preso parte, immancabilmente si sentiva la padrona di casa sospirare: “Che uomo affascinante questo signor Delacroix, peccato che si ostini a fare pittura!”.

Alexandre Dumas, in particolare, descrive di Delacroix la grazia, il garbo da vero gentiluomo e la diplomazia, caratteristiche che gli permettevano di spiccare nella società aristocratica dell’epoca, nonostante la cattiva reputazione che si era fatto come artista. Stupiti dalla sua incredibile squisitezza, i suoi contemporanei trovavano infatti impensabile che un uomo di tale raffinato garbo potesse dipingere quadri così violenti e rivoluzionari. La sua freddezza veniva spesso interpretata come un chiaro segno di come Delacroix dovesse essere intransigente nei confronti delle leggi morali, nella vita come nell’arte, all’epoca disciplinata dalle immutabili regole del mondo classico. Niente di più sbagliato.

Photobucket

Eugéne Delacroix non era il tipo da farsi soggiogare dai ferrei dettami dell’accademia, anzi. Fra i suoi punti di riferimento vi erano “pittori maledetti” quali Géricault e Caravaggio e non importava se in un dipinto le proporzioni non fossero perfettamente rispettate: la gamba o il braccio potevano essere troppo corti, ma ciò passava in secondo piano se a beneficiarne era l’armonia della rappresentazione.

Per Delacroix l’arte era astrazione e il particolare poteva essere sacrificato appannaggio dell’insieme. Il centro dell’opera doveva essere rappresentato dalla memoria, dal ricordo e dall’immaginazione, mentre l’imitazione della natura passava in secondo piano.
Il suo primario obiettivo, come scrisse l’8 Ottobre 1822 sul suo Diario, era quello di istituire, grazie ai suoi quadri, un ponte fra il suo Io e quello dello spettatore. Per Delacroix era questo lo scopo dell’Arte: infondere un’emozione, lasciare un’impressione profonda e indelebile in chi la ammirava, con solo l’ausilio di uno sguardo.

Photobucket

Per capire il modo di contemplare l’Arte di Eugéne Delacroix, occorre necessariamente rifarsi alle condizioni storiche e filosofiche di fine ‘700: l’uomo, ormai privo del solido appoggio della fede tradizionale, incominciava a nutrire il dubbio anche sulle reali capacità della ragione; ci si chiedeva se la tanto decantata razionalità illuministica potesse davvero liberare l’uomo dal dolore e dall’imperfezione. Così come la ragione e la scienza avevano cercato di distruggere la fede cristiana e quella nel mondo metafisico, così gli eventi storici sembravano far cadere quella nel progresso, nell’età dell’oro, nel completo dominio dell’uomo sulla natura.

Photobucket

Così, a poco a poco, si ricominciò a sentire l’esigenza di risposte appaganti, di assolutezza: il bisogno d’Infinito divenne un’ossessione, quasi un tormento. Tuttavia, non era più possibile un ritorno alla serenità cristiana, ormai compromessa, perciò si giunse a formare un nuovo e rivoluzionario movimento culturale, in grado di dare una risposta a questo indefinibile disagio: il Romanticismo.

La prima manifestazione del Romanticismo apparve in Germania, come la naturale risposta all’Idealismo di filosofi come Fichte, Schelling e, successivamente, Hegel. Era il movimento dello “Sturm und Drang” (“Tempesta e Assalto”), che rappresentò la prima violenta reazione all’Illuminismo, ispirata ai principi di Rousseau: ci si ribellava alla ragione in nome del sentimento, forza selvaggia e dirompente, e ci si ribellava al livellamento dell’identità in nome del genio, dell’individualità che non ha altre leggi se non se stessa.

Photobucket

L’Arte, a questo punto, appariva il mezzo ideale per la risoluzione dell’antinomia fra reale e ideale, l’unico strumento tramite il quale fosse possibile conquistare l’Assoluto. Nell’Arte l’uomo era perfettamente libero e in grado di creare un mondo nuovo, al di fuori del Tempo e dello Spazio, indipendente da qualsiasi tipo di legge, ma dove tutto si componeva in totale armonia. Si abbandonò l’imitazione dei modelli classici e l’Arte divenne l’affermazione pura del soggetto, in grado di fornire l’illusione di una possibile unione con l’Infinito.

Delacroix divenne promotore e principale interprete di questo nuovo spirito, tanto da infonderlo in ogni sua opera, fino a giungere alla composizione del suo capolavoro assoluto: la rappresentazione della “Libertà che guida il popolo”.

Photobucket

Il dipinto nacque in relazione ai moti rivoluzionari del luglio 1830, che in soli tre giorni portarono alla distruzione del regime di Carlo X e all’instaurazione della monarchia istituzionale di Luigi Filippo d’Orléans. Questo è ricordato come uno dei più grandi eventi storici in nome della libertà e della patria, che, per la prima volta dopo gli anni della Rivoluzione Francese, riportò il popolo parigino sulle barricate.
Eugéne Delacroix non vi partecipò attivamente, ma ne rimase profondamente colpito, tanto da volerlo celebrale, come egli stesso scrisse: «Se non ho combattuto per la patria, almeno dipingerò per essa».

Photobucket

L’opera rappresenta un chiaro riferimento formale a “La Zattera” di Géricault, in particolare nella composizione piramidale, nella disposizione dei due uomini riversi in primo piano, fino al macabro particolare del calzino sfilato del caduto a sinistra. Tuttavia, a differenza della tela di Géricault, dove forte è il contrasto fra speranza e disperazione, Delacroix sottolinea in particolare l’impeto travolgente di un popolo che avanza, un flusso inarrestabile da qualsiasi forza avversa.

Photobucket

Ciò che immediatamente cattura l’occhio dell’osservatore è appunto l’immagine della folla, che si caratterizza nel primo piano, ma che poi si disperde in una massa tumultuosa sullo sfondo, priva di qualsivoglia particolarità fisionomica: chiunque, infatti, può rispecchiarsi in mezzo a quelle figure, perché per tutti vi è il diritto a inseguire la Libertà. Ogni classe sociale vi trova la propria rappresentazione simbolica, a partire dall’intellettuale borghese col cilindro e il fucile, nel quale molti vi vedono il volto dello stesso Delacroix. Un altro autoritratto dell’artista si può notare nel popolano in secondo piano, con la spada sguainata e i lineamenti deformati: è una figura inquietante, quasi diabolica, simbolo della violenza e della sete di distruzione, quasi un omaggio ai grotteschi personaggi di Goya.

In primo piano vi è un ragazzo a carponi che guarda adorante la Libertà, simbolo della fede negli ideali, mentre a destra vi è il bambino che le pistole, la rappresentazione del coraggio, nei quali molti vi hanno visto la figura di Gavroche, il monello parigino che ne ‘I Miserabili’ di Victor Hugo muore combattendo eroicamente.  E poi la Morte, rappresentata dai cadaveri riversi sul selciato. Fra tutti questi personaggi non vi è dialogo: sono tutte figure isolate, riprese nel loro impeto rivoluzionario, scelta che ne valorizza il carattere simbolico.

Photobucket

Sullo sfondo della scena vi sono le torri di Notre-Dame, immerse nella foschia, e al centro Lei, la Libertà, nelle vesti di una donna statuaria e giunonica, a metà strada fra una dea e una popolana, il berretto frigio sul capo, il seno scoperto e il tricolore impugnato come trofeo, gesto che la porta a tramutarsi in alter ego della Patria stessa. Indifferente alla morte e alla sofferenza che si riversano ai suoi piedi, ella ci invita a partecipare, ci rinvigorisce e ci sprona a proseguire la lotta, forti di avere proprio la Libertà come compagna. E’ una figura irreale, quasi appartenente al mondo delle idee, e contribuisce a sublimare in mito la rappresentazione del fatto storico.

La Libertà di Delacroix, tuttavia, non è espressione di un programma politico. L’artista, infatti, desidera mostrare l’idea tipicamente romantica di Libertà, intesa non soltanto come la possibilità di agire da parte di un popolo oppresso e vessato dal dispotismo reazionario della Restaurazione. La Libertà non è un qualcosa di concesso, di semplicemente dato, ma è una conquista: per ottenerla occorrono fatica, lotta, impegno, coraggio, lealtà e spirito di sacrificio.
Non a caso, il filosofo idealista Fichte affermava: «Essere liberi è niente, diventarlo è cosa celeste».

Photobucket

Annunci
Comments
One Response to “Art is Hard! #1 • `La libertà che guida il popolo` di Eugéne Delacroix”
  1. RigelGrace ha detto:

    Credits:
    • IMAGE 1: Eugéne Delacroix
    • IMAGE 2: ‘The Massacre of Chios’ by Eugéne Delacroix©
    • IMAGE 3: ‘The Entry of Crusaders into Constantinople’ by Eugéne Delacroix©
    • IMAGE 4: ‘The Barque of Dante’ by Eugéne Delacroix©
    • IMAGE 5: ‘The Women of Algiers’ by Eugéne Delacroix©
    • IMAGE 6: ‘Liberty Leading the People’ by Eugéne Delacroix©
    • IMAGE 7:’The Raft of the Medusa’ by Théodore Géricault©
    • IMAGE 8: Detail of ‘Liberty Leading the People’ by Eugéne Delacroix©
    • IMAGE 9: Detail of ‘Liberty Leading the People’ by Eugéne Delacroix©

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: