StreetParade #1 •`Father and Son` di Cat Stevens

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Father & Son’ è senza dubbio una delle canzoni più celebri della storia del progressive rock e può vantare anche il merito di aver svolto un ruolo chiave nell’affermazione di Cat Stevens come nuova voce nel panorama musicale all’alba degli anni ’70.

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Con una linea melodica morbida e delicata e con una dinamicità cadenzata, la canzone è composta da una serie di frame che simboleggiano un ipotetico scambio di opinioni tra un Figlio, per il quale è arrivato il momento di cercare da solo il proprio destino, e un Padre, che non sembra capire il desiderio del Figlio di staccarsi da lui e di intraprendere una nuova strada. Cat Stevens dà voce ad entrambi i protagonisti, decidendo di differenziarne l’interpretazione utilizzando un registro più profondo per le frasi del Padre e uno più alto, impreziosito da una maggiore emotività, per le parole del Figlio. Inoltre, in sottofondo, si può sentire una voce, quella dell’amico e chitarrista di Cat Stevens, Alun Davies, che intona poche semplici parole come “No” e “Why you must go and make this decision?”.

L’epoca di ‘Father & Son’ era quella degli anni ’70, meglio conosciuti come gli anni del Vietnam e dei Figli dei Fiori. Non è difficile immaginare, quindi, un Figlio che, nella necessità di sentirsi un uomo, comunica al proprio Padre di voler aderire al servizio militare e partire per la guerra, oppure che afferma “Tutta questa storia della guerra è uno schifo, me ne vado a vivere in Canada, a protestare, affinché tutto questo abbia una fine”. Non ci è dato sapere come la conversazione fra Padre e Figlio inizi, ma possiamo supporre che possa avere un’origine affine a queste.

Cat Stevens, infatti, inizialmente scrisse questa canzone come parte di ‘Revolussia, un progetto musicale ambientato durante la rivoluzione russa, nel quale l’attore Nigel Howthorne avrebbe interpretato un giovane rivoluzionario determinato ad andare a combattere contro la volontà del padre. Il progetto di ‘Revolussia’ non vide mai la luce, a causa della tubercolosi fulminante che colpì Cat Stevens nel 1969 – probabilmente a causa della vita eccessiva da lui condotta dopo i primi successi – che lo portò lontano dalle scene per un intero anno. Tuttavia, ‘Father & Son’ rimase in vita e, successivamente, divenne la canzone-simbolo di un contesto molto più ampio, che rifletteva non solo il conflitto sociale al tempo di Stevens, ma, in generale, gli impulsi contrastanti che da sempre hanno caratterizzato i rapporti fra le generazioni più giovani e quelle più anziane.

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Il Figlio di ‘Father & Sonè in rivolta contro un sistema di vita di cui lo stesso padre fa parte: è determinato a uscirne, soprattutto in quanto è già in grado di intravedere “l’altro mondo” che si profila davanti a lui. Il Padre cerca di spiegare il fascino rappresentato anche dalla scelta di “restare”, quindi attraverso un percorso più conservatore, dando i tipici consigli dei genitori, ovvero di avere sogni accessibili, di trovare una ragazza e di sistemarsi. Il Padre sa che il Figlio manca di esperienza, per questo può compiere qualcosa di stupido o impulsivo, bruciando il suo futuro e ogni sua aspettativa. L’ultimo ammonimento è quello di pensare a ciò che già possiede, che un giorno potrà essere ancora suo, mentre i sogni della giovinezza probabilmente svaniranno.
Il Figlio, in risposta, esprime tutta la sua frustrazione, sottolineando come il tanto decantato amore di suo padre lo stia trattenendo e limitando il suo potenziale. Fin da quando ha incominciato a parlare gli è stato ordinato di sedersi e di ascoltare, ma ora sente che è arrivato il momento di andarsene, di prendere in mano le redini della propria vita e di conquistarsi ciò che veramente merita.

Intervistato subito dopo l’uscita di ‘Father & Son’, Cat Stevens dichiarò come la canzone non fosse autobiografica, ma che il suo intento era di aprire gli occhi ad entrambe le parti in gioco.
Alcune persone pensano che io stavo prendendo le parti del Figlio”, spiegò Stevens, “ma come avrei potuto cantare la parte del Padre se non fossi riuscito a comprenderlo? Ho riascoltato quella canzone recentemente e da un verso mi sono reso conto di come quello che parlava fosse il padre del padre del padre del padre del padre del padre del padre del padre di mio padre”.

StreetParade è una rubrica nata dalla necessità di condividere con tutti voi la mia passione per la Musica.
Raramente, nella vita reale, mi capita di discutere di canzoni, se non in termini di
Hai sentito quello? Hai provato ad ascoltare quell’altro? Ti è piaciuto?“.
Per me Musica non è solo un insieme di suoni o una melodia più o meno orecchiabile. Per me Musica è passione, Musica è quell’arte che, più di tutte le altre, riesce a trasmettere emozioni in modo assolutamente diretto, senza necessità di utilizzare un qualsiasi intermediario, come le parole nel caso della Letteratura o le immagini in quello del Cinema.
Tuttavia, la Musica, la buona Musica, a mio parere possiede un qualcosa in più, difficilmente percepibile a primo impatto: un significato o un messaggio, da dire o da ricordare; una storia può trasformarsi in musica, così come un sentimento, una denuncia, un’esperienza di vita e via dicendo.
Attraverso StreetParade voglio cercare di penetrare questo aspetto meno immediato delle canzoni, riflettere sulla loro origine, sulla loro composizione e sul loro significato.
Ovviamente, in gran parte dei casi si tratterà di opinioni personali, in quanto la Musica, come l’Arte in generale, è ambigua, ovvero soggetta alle interpretazioni più disparate.

 

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Comments
One Response to “StreetParade #1 •`Father and Son` di Cat Stevens”
  1. Anonimo ha detto:

    La canzone per me ha un significato ancora più ampio, visti anche gli anni in cui fu composta, significato forse inconscio in Cat ma presente nella cultura del tempo e nell’inconscio universale: l’ irresistibile impulso del figlio di spingersi verso qualcosa di nuovo e più “alto, il sogno di poter cambiare come esseri umani e diventare persone migliori, la speranza del figlio di poter cambiare e dare qualcosa di meglio a se stesso e al mondo. Il padre invece parla con la saggezza dell”eesperienza dice al figlio che tutto.è “relativo” e non essenziale; ció che conta é essere centrati in sé stessi e con amore verso le persone della nostra vita. Solo questo é essenziale, secondo lo sguardo disincantato del padre che ha probabilmente anche lui visto, sperato e pensato di tutto. Ma alla fine ció che puoi davvero cambiare é solo il tuo universo privato, tutto il resto non lo si pupuó mutare.

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